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Zooantropologia Didattica e Assistenziale | Formazione | Laboratori

 

L'Asino è stato a noi accordato come l'istrumento più necessario,
e come la guida indispensabile,
per l'acquisto della virtù, e del sapere.

Domenico Cirillo

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Proseguono le attività dedicate alle scuole, con i collaudatissimi percorsi di zooantropologia didattica "Zooantropologia & Scuola".

Le attività si articolano in 4-6 lezioni di circa 1-11/2 ora a cadenza settimanale o bisettimanale o mensile nel corso dell’anno scolastico, con richiami pluridisciplinari che potranno essere in ambito naturalistico, etologico, sanitario, cognitivo e/o zooantropologico. Si prevede l’utilizzo di materiali come: cartelloni, filmati, disegni, foto, presentazioni. A seconda del progetto sono previste attività dedicate alla conoscenza, alla mimica di tipo posturale-cinetico-espressivo-figurativo e soprattutto sull’autocontrollo, con attività ludiche, attività di drammatizzazione definite attività referenziali, e attività dimostrative e di approccio definite attività di interazione, oppure attività dedicate all'educazione della bellezza vissuta come equilibrio di elementi e colori che si fondono piacevolmente insieme, all'acquisizione di responsabilità nell’impegno assunto nel curare il giardino-ecosistema e di attesa e rispetto dei tempi e dei cicli della natura, alla sperimentazioni e discussioni di gruppo necessarie per la collaborazione e l’apprendimento delle conoscenze. Le attività verranno svolte prevalentemente a scuola in classe, in palestra e all’aperto nel giardino della stessa. Gli aspetti teorici, che favoriscono un arricchimento lessicale con possibilità di esercizio della capacità linguistiche per relazionare ai compagni su di un fatto avvenuto, si affiancano ad un lavoro fisico per monitorare le capacità di autocontrollo, coordinazione motoria, percezione della prossemica, acquisizione dei segnali di arresto, oppure per aumentare le capacità di esplorazione, scoperta e interiorizzazione dei cambiamenti della natura, con l’impiego dei cinque sensi, e di acquisizione di abilità manuali, lavoro utilizzando diversi materiali e piccoli utensili.

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La Zooantropologia Didattica

Il rapporto con l’animale è importante soprattutto per il bambino, che si avvale dei contenuti della pet-relationship lungo tutto il corso del proprio sviluppo.

Dall’inizio degli anni ’80 quindi si inizia a prendere in considerazione non solo l’importanza di educare ad un corretto rapporto con gli animali, ma di utilizzare queste valenze di relazione con l’animale a scopi educativi e didattici. Nasce così la ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA, che si pone come obiettivo la valorizzazione della relazione tra bambino ed animale attraverso progetti specifici che consentano di applicare i contenuti di pet-relationship ai bisogni formativi dei ragazzi.

Molte ricerche, in particolar modo quelle del francese Hubert Montagner, hanno messo in evidenza come l’animale rappresenti per il bambino una sorta di ginnastica mentale, di ricostituente che permette di immagazzinare tutta una serie di modelli cognitivi da applicare poi alla realtà che lo circonda. Attraverso la relazione con l’animale, il bambino si apre a repertori relazionali cognitivi ed emozionali unici.

In una visione zooantropologica l’animale non viene più considerato in base al suo valore di utilizzo o come sostituto di altri referenti, ma come portatore di un valore specifico di relazione, e come tale non surrogabile.

Le esperienze di Zooantropologia Didattica permettono quindi di sfruttare le valenze referenziali dell’animale per:

- migliorare la conoscenza dell’alterità animale, l’interazione, la consapevolezza di relazione;

- migliorare i processi formativi e l’integrazione della classe;

- migliorare la partecipazione dei bambini all’attività didattica e creare un centro di interesse.

 

Obiettivi e caratteristiche di un Progetto di Zooantropologia Didattica

Un progetto di Zooantropologia Didattica si pone tre ordini di Obiettivi Generali:

1. Educativi: comprendono alcuni aspetti della formazione generale del bambino, come per esempio aumentare l’immaginazione, incrementare l’autostima, migliorare la coordinazione motoria, favorire i processi cognitivi, accompagnare il ragazzo verso l’empatia.

2. Didattici: prendono in considerazione le attività che possono migliorare la partecipazione del bambino alla vita scolastica e le dinamiche di lavoro collaborative o di gruppo. Per esempio migliorare attenzione e concentrazione, creare un centro di interesse, favorire l’interdisciplinarietà, rapportare realtà scolastica e domestica.

3. Disciplinari: comprendono alcune conoscenze di base sull’alterità animale e sull’interazione uomo-animale e conoscenze specifiche a seconda del progetto. Per esempio migliorare la conoscenza di uno o più animali, insegnare il modo corretto di approcciarsi ad essi, ecc. . .

Inoltre, un progetto di Zooantropologia Didattica si caratterizza per due aspetti principali:

A. L’area tematica affrontata, ossia quale aspetto della relazione uomo-animale viene preso in considerazione (area etologica, area zooantropologica, area cognitiva . . .);

B. Le attività che vengono realizzate nel corso del progetto, vale a dire quale dimensione della referenza animale viene ad essere sviluppata (dimensione epimeletica, sensoriale, ludico-comica, cognitiva . . .)

 

Le lezioni in classe

In zooantropologia didattica il progetto consta di:

1. lezioni frontali, ovvero informazioni presentate ai ragazzi avvalendosi di materiale dimostrativo;

2. attività didattiche: attività di vario tipo che vedono la partecipazione globale e interpretativa del ragazzo. Le attività sono di tipo referenziale (il ragazzo interpreta una dimensione relazionale senza la presenza concreta dell’animale; possono essere attività cinestesiche, espressive, interpretative, manipolatorie, ludiche, di drammatizzazione . . .) e di tipo relazionale (il ragazzo incontra concretamente l’animale in momenti particolari del suo percorso formativo ed in luoghi preparati all’uopo; queste attività possono essere di osservazione, approccio, interazione, gestione. . .). Le attività di relazione, in particolare, vanno ben preparate e devono essere subordinate alla conoscenza della classe e alla possibilità di svolgerle in luoghi idonei;

3. attività ricreative: giochi o dialoghi. I giochi possono essere di imitazione (i mestieri degli animali, la passeggiata alla longhina, approccio all’animale. . .), di interazione (gioco del richiamo, gioco dell’attenzione . . .), di relazione (incontro con l’animale alla longhina, guardie e ladri. . .), giochi di squadra (cane da pastore, mimare gli animali . . .);

4. consegne: esercitazioni (per migliorare le proprietà del ragazzo) e verifiche (per valutare la sedimentazione delle lezioni). Posso prevedere schede, questionari, disegni, foto, resoconti, osservazioni.

5. laboratori: centri di riferimento che permangono per tutto il percorso didattico; per esempio un acquario, un laghetto, il butterfly garden. . .;

6. monitoraggi: attività finalizzate a verificare il cambiamento di alcune variabili (per esempio sulla formazione del ragazzo, sulla partecipazione all’attività didattica, sulla capacità di relazionarsi con gli animali). Posso monitorare il modificarsi delle conoscenze, delle disposizioni, delle modalità di interazione del bambino, la diminuzione di pregiudizi;

7. chiusura dei progetti: interventi finali di presentazione del lavoro svolto. Possono essere chiusi all’interno delle classi o della scuola, oppure nella scuola ma aperti ai genitori o al pubblico, oppure ancora in un teatro, o biblioteca, o auditorium, riservati alle classi o aperti a genitori e cittadini.

 

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